Metis Vela Unipd vince la 1001VelaCup

04.10.2023

Torna vittorioso il Metis Vela Unipd, il sailing team dell’Università di Padova che con l’equipaggio di Ate si è aggiudicato il primo posto nel Trofeo Challenge 1001VelaCup.

La regata internazionale che ha visto sfidarsi dal 27 settembre all'1 ottobre, nel golfo di Mondello (Palermo) imbarcazioni a vela progettate, costruite e condotte da studentesse e studenti universitari, è giunta quest'anno alla quindicesima edizione.

Al secondo posto si è classificato il Politecnico di Torino con Fenix che ha chiuso davanti all’altro equipaggio dell’Università di Padova, Aletheia.

Undici le imbarcazioni che hanno preso parte alla competizione, in rappresentanza dei sei atenei coinvolti: l’Università di Karlsruhe (Germania), l’Università degli Studi di Napoli Federico II, le Università di Padova, Palermo, Trieste e il Politecnico di Torino.

L’Università di Padova, fortemente impegnata sul fronte della promozione del benessere e dello sport per tutta la comunità universitaria e il territorio con iniziative e azioni volte a promuovere il benessere e lo sport, ha partecipato con tre imbarcazioni – Ate, Aura e l’esordiente Aletheia - e 25 tra studentesse e studenti dell’ormai storico team Mètis Vela Unipd, un team multidisciplinare che riunisce oltre 50 studenti impegnati nella progettazione e costruzione di barche a vela fortemente sostenibili ed innovative, oltre che performanti, guidati quest’anno da Marco Pitteri, sotto la responsabilità del professore Andrea Lazzaretto dal 2008.

In linea con la “mission” di UniPadova Sostenibile, l’obiettivo perseguito dal Team in ogni progetto è minimizzare l’impatto ambientale, a partire dalla scelta dei materiali da costruzione, senza comprometterne le prestazioni.

Le tre barche del team Mètis Vela Unipd sono caratterizzate da alcuni dei più recenti risultati frutto delle ultimissime ricerche universitarie:

  • Ate, composta per il 75% da materiali green (balsa e fibra di lino), con la studentessa Marianna Peditto al timone e lo studente Leone Tuci prodiere
  • Aura, barca realizzata in lamellare di legno, con lo studente Carlo Moretti al timone e la studentessa Marianna Iraci prodiere
  • la nuova esordiente, Alétheia, con lo studente Francesco Viel timoniere e Emanuele Zampieri prodiere.

Proprio la nuovissima Aletheia - in greco “rivelazione” -, presenta alcuni straordinari elementi di innovazione che hanno permesso una notevole riduzione dei pesi di circa il 45%, passando da 90 a circa 50 kg.

È la prima imbarcazione al mondo il cui scafo è stato costruito con tecnica “pre-preg”, cioè a sandwich in infusione con lamine di fibra di lino pre-impregnate di resina, con coperta e strutture interne in alluminio. L’idea è di ridurre al minimo l’impatto ambientale e promuovere i materiali riciclabili.

La nuova imbarcazione, verrà presentata il prossimo 13 ottobre di fronte al Palazzo del Bo di Padova, dove resterà esposta tutto il giorno. 

Assegnato per la prima volta il trofeo permanente Mainaldo Maneschi (giovane e brillante ingegnere, pilota di kart e velista scomparso prematuramente un anno fa) all’imbarcazione che somma i punteggi più alti per la qualità del progetto e il risultato in regata.

Anche questo trofeo è stato vinto da un’imbarcazione padovana, Aletheia, terza nelle regate e terza per il progetto a giudizio della giuria formata da Massimo Paperini, Presidente di 1001VELAcup, Flaviano Navone, progettista, Jaime Navarro, esperto World Sailing, Giulio Guazzini, giornalista, e Alberto La Tegola, velista.

Miglior progetto è stato valutato quello dell’imbarcazione Led 23 dell’Università di Palermo, secondo quello di Lina Rossa dell’Università di Trieste e terzi a pari merito Boatima Prime dell’Università di Karlsruhe e, appunto, la padovana Aletheia.

L’unicità dell’evento e del progetto 1001 Vela Cup si lega alla sua straordinaria capacità di fondere ambiti diversi quali quelli del design, della ricerca, della formazione e dell’innovazione, chiamati a cooperare per rispondere alle importanti sfide dettate nell’ambito della sostenibilità e della blue economy; un modo alternativo e coinvolgente di concepire la didattica: la commistione perfetta tra didattica e sport stimola infatti attività di ricerca, innovazione e formazione nel campo disciplinare della progettazione navale e dell’ingegneria dei materiali.

A dettare le regole della competizione è un regolamento che fissa alcuni importanti requisiti dimensionali per le barche (ovvero una lunghezza di 4.60 metri e una larghezza di 2,10, un piano velico di massimo 33 mq) e di sostenibilità dei progetti (ovvero barche costruite con almeno il 75% di materiali naturali, biologici, riciclati o riciclabili quali legno e fibre naturali per lo scafo e alluminio per l’armo).

Il format di questa sfida – che prevede progettazione, realizzazione e conduzione in gara delle barche realizzate - permette infatti non solo ai team di sfidarsi in gara, ma anche di dialogare e interagire nell’ambito della ricerca e della progettazione, in un confronto diretto tra colleghi-studenti che diventa di fatto scambio culturale e networking, e rende così questo evento sportivo-didattico un unicum nel suo genere.

Un plauso particolare a tutti gli altri studenti padovani che hanno dato un contributo determinante ai successi delle nostre imbarcazioni: Andrea Dragonetti e Pietro Salata per la gestione logistica e organizzativa, Edoardo Dalla Zuanna, Luca Galeazzo, Pietro Galiazzo e Matteo Carnelos per la parte di elettronica, i cantieristi Luigi Giacomelli, Arturo Bevilacqua, Filippo Santi, Giovanni Antonio Lorenzi, Alberto Abiti, Elena Cibin, Stefano Pieretti e Leonardo Rensi.